La nuova Direttiva PED 2014/68/UE

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La nuova Direttiva PED “Pressure Equipment Directive”, 2014/68/UE, disciplina i requisiti di progettazione, fabbricazione e valutazione di conformità delle attrezzature a pressione e degli insiemi di applicazione della direttiva, devono essere obbligatoriamente conformi alla direttiva stessa.

La Direttiva armonizza le legislazioni del settore e sostituisce tutti i Regolamenti Nazionali pre-esistenti. Possono essere immesse sul mercato solamente le apparecchiature che soddisfano i requisiti PED e che sono contrassegnate dal marchio “CE”.

L’applicazione della nuova Direttiva è obbligatoria dal 19 luglio 2016.

Le attrezzature che rientrano nella direttiva sono:

  1. Le attrezzature a pressione indicate di seguito soddisfano i requisiti essenziali di sicurezza stabiliti nell’allegato I della direttiva:

             a) recipienti, ad eccezione di quelli di cui alla lettera b), destinati a:

                    i) gas, gas liquefatti, gas dissolti sotto pressione, vapori e liquidi la cui tensione di vapore alla temperatura massima ammissibile è superiore di almeno 0,5 bar alla pressione                                    atmosferica normale (1 013 mbar) entro i seguenti limiti:

                               — per i fluidi del gruppo 1, quando il volume è superiore a 1 litro e il prodotto PS·V è superiore a 25 bar·L, nonché quando la pressione PS è superiore a 200 bar                                               (allegato II, tabella 1);

                               — per i fluidi del gruppo 2, quando il volume è superiore a 1 litro e il prodotto PS·V è superiore a 50 bar·L, nonché quando la pressione PS è superiore a 1 000 bar,                                            nonché per tutti gli estintori portatili e le bombole per apparecchi respiratori (allegato II, tabella 2);

                     ii) liquidi con una tensione di vapore alla temperatura massima ammissibile inferiore o pari a 0,5 bar oltre la pressione atmosferica normale (1 013 mbar), entro i seguenti                                         limiti:

                                — per i fluidi del gruppo 1, quando il volume è superiore a 1 litro e il prodotto PS·V è superiore a 200 bar·L, nonché quando la pressione PS è superiore a 500 bar                                             (allegato II, tabella 3),

                                — per i fluidi del gruppo 2, quando la pressione PS è superiore a 10 bar e il prodotto PS·V è superiore a 10 000 bar·L, nonché quando la pressione PS è superiore a                                           1 000 bar (allegato II, tabella 4);

                b) attrezzature a pressione a focolare o altro tipo di riscaldamento, con rischio di surriscaldamento, destinate alla generazione di vapore o acqua surriscaldata a temperature                                        superiori a 110 °C, quando il volume è superiore a 2 litri, nonché tutte le pentole a pressione (allegato II, tabella 5);

                c) tubazioni destinate a:

                         i) gas, gas liquefatti, gas dissolti sotto pressione, vapori e liquidi la cui tensione di vapore alla temperatura massima ammissibile è superiore di 0,5 bar alla pressione                                                atmosferica normale (1 013 mbar), entro i seguenti limiti:

                                   — per i fluidi del gruppo 1, quando la DN è superiore a 25 (allegato II, tabella 6),

                                   — per i fluidi del gruppo 2, quando la DN è superiore a 32 e il prodotto PS·DN è superiore a 1 000 bar (allegato II, tabella 7);

                          ii) liquidi con una tensione di vapore alla temperatura massima ammissibile inferiore o pari a 0,5 bar oltre la pressione atmosferica normale (1 013 mbar) entro i seguenti                                        limiti:

                                   — per i fluidi del gruppo 1, quando la DN è superiore a 25 e il prodotto PS·DN è superiore a 2 000 bar (allegato II, tabella 8),

                                   — per i fluidi del gruppo 2, quando il PS è superiore a 10 bar, la DN è superiore a 200 e il prodotto PS·DN è superiore a 5 000 bar (allegato II, tabella 9);

                 d) accessori di sicurezza e accessori a pressione destinati ad attrezzature di cui alle lettere a), b) e c), anche quando tali attrezzature sono inserite in un insieme. 27.6.2014                                              Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 189/177 IT

     2. Gli insiemi seguenti comprendenti almeno un’attrezzatura a pressione di cui al paragrafo 1 soddisfano i requisiti essenziali di sicurezza enunciati nell’allegato I:

                  a) gli insiemi previsti per la produzione di vapore o di acqua surriscaldata ad una temperatura superiore a 110 °C, contenenti almeno un’attrezzatura a pressione a focolare                                              o altro tipo di riscaldamento, con rischio di surriscaldamento;

                  b) gli insiemi diversi da quelli indicati alla lettera a), allorché il fabbricante li destina a essere messi a disposizione sul mercato e messi in servizio come insiemi.

In deroga al primo comma, gli insiemi previsti per la produzione di acqua calda ad una temperatura inferiore o pari a 110 °C, alimentati manualmente con combustibile solido, con un PS·V superiore a 50 bar·L soddisfano i requisiti essenziali di sicurezza di cui ai punti 2.10, 2.11, 3.4, 5a) e 5d) dell’allegato I.

3. Le attrezzature a pressione e gli insiemi aventi caratteristiche inferiori o pari ai limiti fissati rispettivamente al paragrafo 1, lettere a), b) e c) e al paragrafo 2 devono essere progettati e fabbricati secondo una corretta prassi costruttiva in uso in uno degli Stati membri che assicuri la sicurezza di utilizzazione. Le attrezzature a pressione e gli insiemi devono essere corredati di sufficienti istruzioni per l’uso.

 

La transizione dalla vecchia direttiva 97/23/CE alla nuova direttiva PED 2014/68/UE

Il recepimento della Direttiva è suddiviso in due fasi:

Entro il 28 febbraio 2015 devono essere recepite le disposizioni legislative relative alla classificazione dei fluidi in Art. 13.

 

Entro il 18 luglio 2016 le disposizioni relativi agli altri articoli, in particolare quelli legati alla responsabilità degli operatori economici.

 

Campo di applicazione

Non vi è alcun cambiamento nel campo di applicazione della PED o nelle tabelle di pericolosità per categoria di prodotti.

La maggior parte delle modifiche alla nuova Direttiva riguardano la classificazione delle sostanze pericolose e conseguenze sulla categoria di rischio, poi ci sono aspetti procedurali (procedure di valutazione della conformità), ci sono pochissime modifiche invece  ai requisiti di conformità, e la maggior parte delle modifiche riguardano l’aggiornamento della normativa, la tracciabilità degli scambi commerciali con relative responsabilità per i vari operatori economici ed altre parti terze di dimostrare e mantenere attraverso accreditamento la propria competenza e di partecipare a scambi su base nazionale ed internazionale per mantenere un’uniformità di approccio e di valutazione.

La principale differenza

La principale differenza riguarda la categorizzazione dei fluidi. 
La vecchia Direttiva seguiva una classificazione in accordo alla Direttiva 67/548/CEE, che verrà sostituita dal Regolamento CE 1272/2008 (CLP) il 01/06/2015.
Le restanti differenze riguardano una miglior definizione dei ruoli degli operatori economici coinvolti ed alcune modifiche nella denominazione dei moduli relativi alle procedure di conformità.

I certificati emessi secondo la vecchia Direttiva 97/23/CE rimarranno validi con le modalità indicate nella nuova Direttiva. 

Il campo di applicazione della Direttiva PED è rimasto molto ampio.

Di fatto, sono escluse in maniera implicita le attrezzature a pressione sottoposte ad una pressione massima ammissibile PS inferiore a 0,5 bar, queste attrezzature non presentano significativi rischi connessi alla pressione. Esse, dunque, non rientrano negli obblighi della Direttiva e possono liberamente circolare sul mercato senza alcuna restrizione, ovviamente potrebbero rientrare nel campo di applicazione di altre direttive europee.

Obblighi del Fabbricante

Il Fabbricante sin dalla progettazione e fabbricazione, infatti, l’attrezzatura deve garantire il rispetto di requisiti di sicurezza tali per cui, se debitamente installate, mantenute in efficienza ed utilizzate conformemente alla loro destinazione, non sia messa a rischio la salute e la sicurezza delle persone.

Obblighi del rappresentante autorizzato

Il rappresentante autorizzato riceve un mandato scritto da parte del Fabbricante, per eseguire alcuni passaggi della procedura di certificazione, tuttavia non può ricevere mandato per garantire la conformità dell’attrezzatura ai requisiti di sicurezza né per realizzare la documentazione tecnica in quanto sono obblighi che spettano sempre e comunque al Fabbricante.

Obblighi importatore e distributore

Importatore e distributore, invece, sono sostanzialmente tenuti a verificare, prima di immettere il prodotto sul mercato, che il Fabbricante abbia seguito l’appropriata procedura di valutazione della conformità come indicata in art. 14 e devono accertarsi che il Fabbricante abbia realizzato la Documentazione Tecnica.

Analogamente devono verificare le informazioni riportate sulle istruzioni, sulla dichiarazione UE di conformità e sulla targa di identificazione CE e devono immediatamente informare le corrispondenti autorità nazionali di sorveglianza del mercato qualora riscontrassero anomalie o non conformità inerenti il prodotto che hanno importato e/o distribuito sul territorio della UE

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