Progettare in sicurezza

La struttura normativa Europea

Qualsiasi dispositivo o macchinario, per essere liberamente commercializzato all’interno dei paesi della Comunità Europea, deve soddisfare le prescrizioni delle direttive comunitarie. Esse stabiliscono i principi generali affinché i costruttori mettano in commercio prodotti che non siano pericolosi per gli operatori. L’insieme dei prodotti e dei diversi pericoli possibili è molto vasto e per questo nel corso del tempo sono state emanate diverse direttive. I pericoli derivanti dal funzionamento dei macchinari sono trattati dalla Direttiva Macchine 2006/42/EC.

La conformità alle direttive viene certificata mediante l’emissione della Dichiarazione di Conformità da parte del costruttore e dall’apposizione della marcatura CE sulla macchina stessa.

Le norme per la sicurezza macchine si suddividono in tre tipologie: A, B e C. 

  • Norme di tipo A: Sono norme che trattano i concetti di base ed i principi di progettazione generale per la realizzazione di tutte le macchine. 
  • Norme di tipo B: Sono norme che trattano nello specifico uno o più aspetti relativi alla sicurezza e che a loro volta si suddividono in norme di tipo:  
    • B1: Norme relative ad alcuni aspetti della sicurezza (ad esempio distanze di sicurezza, temperature, rumore ecc.); 
    • B2: Norme relative a dispositivi di sicurezza (ad esempio controlli bimanuali, dispositivi di interblocco, ripari, ecc.) 
  • Norme di tipo C: Sono norme che trattano dettagliatamente le prescrizioni di sicurezza per particolari gruppi di macchine (es. presse idrauliche, macchine ad iniezione,…) 

Il costruttore di dispositivi o macchinari dovrà per prima cosa verificare se il proprio prodotto ricade all’interno di una norma di tipo C. In caso positivo sarà tale norma a dare le prescrizioni per la sicurezza, altrimenti faranno fede le norme di tipo B per ogni specifico aspetto o dispositivo del prodotto. In mancanza di ulteriori specifiche il costruttore seguirà i principi generali enunciati nelle norme di tipo A

Norme di tipo A

EN ISO 12100. Sicurezza del macchinario – Principi generali di progettazione – Valutazione del rischio e riduzione del
rischio.

Norme di tipo B1

EN 62061. Sicurezza funzionale dei sistemi di comando e controllo elettrici, elettronici ed elettronici programmabili correlati alla sicurezza  

EN ISO 13849-1 e -2. Parte dei sistemi di comando legate alla sicurezz

Norme di tipo B2

EN 574. Dispositivi di comando a due mani EN ISO 13850. Arresto di emergenza 

EN ISO 14119. Dispositivi di interblocco dei ripari  

EN 60204-1. Equipaggiamento elettrico delle macchine EN 60947-5-1. Dispositivi di controllo elettromeccanici. 

Norme di tipo C

EN 201. Macchine per gomma e materie plastiche – Macchine a iniezione  

EN 415-1. Sicurezza delle macchine per imballare  

EN 692. Presse meccaniche  

EN 693. Presse idrauliche  

EN 848-1. Sicurezza delle macchine per la lavorazione del legno – Fresatrici su un solo lato con utensile rotante –  Parte 1: Fresatrici verticali monoalbero (toupie)

L'analisi dei rischi

Il primo passo per la costruzione di una macchina sicura consiste nell’identificare quali sono tutti i possibili pericoli a cui sono esposti gli operatori di una macchina. L’identificazione e la classificazione dei pericoli permettono di definire il rischio per l’operatore ovvero la combinazione della probabilità che il pericolo avvenga e del tipo di danno possibile per l’operatore. 

La metodologia di analisi dei rischi, della loro valutazione, di come procedere nella loro riduzione è definita dalla norma EN ISO 12100, un modello ciclico di analisi tale per cui, definiti degli obiettivi iniziali, l’analisi dei rischi e delle possibili soluzioni per limitare questi rischi vengono valutati ripetutamente fintantoché gli obiettivi iniziali non siano soddisfatti. 

Il modello introdotto da questa norma prevede che, dopo un’analisi dei rischi si proceda alla loro riduzione/eliminazione attraverso un processo che prevede nell’ordine: 

1) L’eliminazione dei rischi alla sorgente, mediante la struttura del sistema e l’utilizzo di principi progettuali intrinsecamente sicuri 

2) La riduzione dei rischi attraverso sistemi di protezione e controllo 

3) L’evidenziazione di rischi residui mediante segnalazione e l’informazione agli operatori. 

Poiché ogni macchinario presenta dei pericoli e poiché non è possibile eliminare completamente tutti i possibili rischi correlati, l’obiettivo è quello di ridurre i rischi del macchinario a livelli residuali accettabili. 

Nel caso il rischio venga ridotto attraverso un sistema di controllo, entra in gioco la norma EN ISO 13849-1 che fornisce un modello di valutazione della bontà di tale sistema. In questo modo, dato un rischio di un determinato livello è possibile utilizzare una funzione di sicurezza di pari livello o superiore

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